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La vera Storia di Tangoy – Gli inizi: 1997

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di Davide Ranzani e Roberto Gimmi

Tangoy trova sede ed ospitalità presso il Circolo Familiare di Unità Proletaria (una cooperativa sociale, a cui si associa acquistando delle azioni) ed inizia gli incontri presso la sala di Viale Monza 140, a Milano, il 17 gennaio 1997. L’entusiasmo e la gioia per l’apertura di un’iniziativa che incontra da subito i favori degli amici è coronato, il 28 gennaio 1997, dall’accettazione dell’iscrizione di Tangoy all’anagrafe O.N.L.U.S. (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale).  Attività precipua dell’associazione si rivela il piacere di poter ballare il tango argentino in una milonga che ricrei il più possibile l’atmosfera di simili locali a Buenos Aires. L’importanza della musica diventa subito evidente e la mancanza di Dj di tango a Milano, ma anche in Italia (con un unica eccezione a Bologna dove opera e risiede il primo Dj di tango Vassily), fa sì che ci si rivolga all’interno dell’Associazione, e sotto la guida di Osvaldo Roldàn si prepararono delle selezioni di tango su cassette che permetteranno ai primi Dj di crescere al Tangoy. Il nome di Paolo Ameri emerge sul gruppo che a rotazione si alternavano ogni venerdì, diventando di fatto il primo Dj del Tangoy.

La mancanza di riferimenti musicali appropriati per una milonga (in quel periodo c’erano sul mercato discografico italiano solo cd di Astor Piazzolla), fa si che Tangoy investa i primi guadagni nell’acquisto di cd di Tango in Svizzera e direttamente dall’Argentina (grazie al viaggio di un socio) e successivamente impegnandosi nell’organizzazione di un corso per DJ. Oltre al ballo i soci fondatori si adoperarono per la promozione e la divulgazione della conoscenza della cultura argentina, organizzando serate culturalmente e musicalmente significative con la partecipazione di ospiti illustri. Già dal gennaio 1997, con l’esibizione dei ballerini Osvaldo Roldàn e Monica Maria, loro stessi tra i fondatori di Tangoy, inizia il ciclo di inviti di interpreti famosi del Tango. Nei primi mesi la presenza argentina assume importanza rilevante infatti si continua con lo spettacolo-esibizione della ballerina Marina Fuhr e in seguito con la presenza qualificata della ballerina e coreografa Gladys Fernandez, importante anche la presenza del musicista e direttore d’orchestra Aldo Maietti. Nell’aprile dello stesso anno viene organizzato il divertente tango-tè conferenza dal titolo “Che storie ci raccontano i testi di tango?”, tenuta dal compositore e chitarrista argentino Javier Perez Forte, e il concerto dal vivo del complesso Duo Madera (Anna Cattoretti al flauto, Javier Perez Forte alla chitarra e Maria Isabel Garcia cantante).
Dopo una breve pausa estiva, nel settembre 1997, musica dal vivo in sala con il gruppo Gitango (Carlo Montoli e Pierluigi Ferrari alle chitarre). Nell’ottobre la conferenza-concerto del Maestro Marco Brunamonti, pianista e direttore d’orchestra, docente presso il Conservatorio di Milano, dal titolo “Il Tango: analisi degli aspetti musicali e guida all’ascolto”. Successivamente l’esibizione del Maestro argentino Hugo Aisemberg (Fondatore del Centro Astor Piazzolla), al pianoforte, assieme al figlio Juan Lucas alla viola.
Nel novembre spettacolo del gruppo musicale Yerba Mala composto da: Maria Soledad (voce), Marcelo Caracoche (chitarra-charango), Dario Cangelli (Flauto traverso e sax), Mariangela Tandoi (pianoforte). Si chiudeva così il primo anno di Tangoy, nel quale con regolarità si era cercato di inserire cultura e musica in un discorso globale che dava preminenza al ballo del tango argentino.
La fine del 1997 però è caratterizzata da una crisi organizzativa dovuta all’uscita di alcuni soci fondatori (tre) dal direttivo, due di loro non si riconoscevano più negli intenti sostenuti dalla direzione artistica dell’Associazione.

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